social e libertà di parola
Attualità

Social network e la tanto proclamata “libertà di parola”

Social e libertà di parola: una bella battaglia. C’è una frase molto bella che dice “la nostra libertà finisce nel momento in cui inizia quella degli altri”. Sicuramente, la libertà di parola rientra a pieno nella definizione di una “libertà personale” che ci appartiene.

Quello che sta accadendo sempre più di frequente sui social è che le persone si prendano la libertà di scrivere cose che non stanno ne in cielo ne in terra. Cose che, un contesto di comunicazione normale, potrebbero davvero finire in una denuncia per diffamazione o peggio. Scorrendo le home dei principali social network – Facebook, Twitter e Instagram – sono facilmente rintracciabili commenti, condivisioni e pubblicazioni offensive, insulti, minacce di morte. E il punto è che questi “leoni da tastiera” – come vengono comunemente chiamati – non si rendono nemmeno conto dell’effettivo peso delle loro parole.

Il peso delle parole vale anche sui social

E forse è proprio questo il punto: il peso delle parole. Il fatto che minacciare di morte una persona solo per ciò che dice o che scrive, augurarle uno stupro o una malattia, parlare di cose come castrazione chimica o impiccagione è un reato. Emergono da dietro lo schermo figure grottesche, mancanti della più comune capacità di discernimento e logica. E queste figure sono rese forti dalla possibilità di dire ciò che vogliono – cosa per altro non vera – come vogliono, e senza conseguenze. Almeno, senza conseguenze la maggior parte delle volte.

Una mancanza di educazione e di attenzione a ciò che si dice e ciò che si fa, che deriva da una mancanza di educazione all’utilizzo dei social network e al peso delle nostre parole. L’80 per cento di quelle persone non sarebbero così sicure se non fossero “protette” da uno schermo. Il fanatismo e la possibilità di dire ciò che si pensa diventano così un mix letale in grado di innalzare schiere di persone. Non ce ne rendiamo conto solo perché queste schiere sono tramutate in like, condivisioni e commenti.

Il fanatismo e la possibilità di dire ciò che si pensa diventano un mix letale in grado di innalzare schiere di persone.

La voce è una sola: quella dell’odio. Forse, se le cose iniziassero a cambiare, se a monte vi fosse un’educazione e sul web iniziassero a circolare sanzioni come nella quotidianità, potremmo assistere ad un’inversione di tendenza. Ma fino a quel momento, rimarremo sempre in balia di chi, la libertà di parola, la interpreta solo come diritto inalienabile.

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