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Salute e Benessere

Siti inquinati: aumento del rischio di tumori

Un recente studio dell’Istituto Superiore di Sanità ha mostrato come vivere in siti inquinati comporti un aumento del 9% della possibilità di sviluppare tumori maligni tra gli 0 e i 24 anni. Un aumento considerevole, con un incidenza che varia dal 50 al 66% rispetto alle zone “non a rischio”.

I dati

Lo studio Sentieri considera l’eccesso di incidenza sulla base delle fasce d’età e delle tipologie di linfoma.

  • Per i giovani tra i 20 e i 29 anni
    – eccesso del 50% di linfomi Non-Hodgkin
    – 36% di tumori del testicolo
  • Per i bambini
    – eccesso del 6-8% di tumori
    – eccesso del 8-16% per le malattie respiratorie acute
  • Tra i neonati
    – eccesso del 3%

Nonostante questo aumento di incidenza, l’eziologia delle neoplasie dei bambini è ancora tendenzialmente sconosciuta. Per questo motivo risulta necessaria la sorveglianza epidemiologica nelle aree contaminate. Solo in questo modo sarà possibile monitorare i cambiamenti inerenti il profilo sanitario, in relazione ad esposizione e alle classi di inquinanti.

Caso specifico

Brescia rappresenta nella Pianura Padana una delle zone più “calde” per quanto riguarda la gestione dei rifiuti e la presenza di siti inquinati.

Caso specifico e quantomai preoccupante è quello della Fascia d’Oro di Montichiari, denominata “pattumiera d’Europa” a causa dell’alto tasso di scorie presenti in zona. Oggi più che mai è necessaria una bonifica di quelle che sono diventate oramai delle vere e proprie bombe ecologiche.

A preoccupare la popolazione sono soprattutto 11 siti inquinati, mai bonificati, che la Regione tiene monitorati in attesa di risorse che ne consentano la messa in sicurezza.

I vecchi siti inquinati

Ad oggi, fortunatamente, ci sono aziende di bonifica rifiuti Brescia che si occupano in modo adeguato delle nuove discariche, seguendo tutte le norme inerenti lo smaltimento dei rifiuti.

Appunto, le nuove discariche. Il problema sta proprio nella mancanza di regolamentazione degli anni precedenti, che ha portato alla formazione di queste zone pericolose che oggi non possono più essere lasciate al loro destino. Lo si capisce dai dati, che non sono mai stati così allarmanti.

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